Da: La Provincia Pavese - 09 giugno 2006
L’amore è cieco? Lo svelano venti donne
«Una risonanza magnetica spiega il segreto della passione delusa»
PAVIA. «Siete innamorate? Il vostro amore non è corrisposto (per ora)? Avete tra i 18 e i 30 anni? Contattateci». A lanciare l’originale ciambella di salvataggio a venti inconsolabili innamorate rifiutate sono il Dipartimento di Psichiatria dell’Università e la Fondazione Mondino. Il titolo dello studio di risonanza magnetica funzionale è intrigante: «Intensive Romantic Love». Le donne interessate possono contattare il 340.9382956 o eduardo.caverzasi@mondino.it . Lo studio vuole scoprire che cosa succeda nel cervello di una donna quando si accende l’amore purissimo, talmente puro da non richiedere di essere contraccambiato. Perchè ami disperatamente colui che la respinge e perchè, quanto più egli la allontana, lei lo brami. La ricerca esclude per ora i maschi, le cui frustrazioni, spiega l’équipe, si risolvono spesso banalmente in mancate avventure e non, come nelle donne, in ossessioni e vere e proprie malattie. E’ quanto si propone di studiare il team impegnato nella ricerca: gli psichiatri dell’Università Francesco Barale e Pierluigi Politi e il direttore di Neuroradiologia del Mondino Stefano Bastianello. Partecipano anche i ricercatori di psichiatria Paolo Fusar Poli e Marco Lanzaretti, il laureando in medicina Eduardo Caverzasi (che su questo sta facendo la tesi di laurea), la neuroradiologa Anna Pichiecchio e il neuroendocrinologo Enzo Emanuele. Le donne che si saranno proposte e che saranno giudicate idonee, dopo uno screening iniziale per verificare la rispondenza ai requisiti di base, verranno invitate a un colloquio. Saranno selezionate in venti e verranno esaurientemente informate sulle modalità di esecuzione della risonanza magnetica funzionale del cervello e sulle finalità: cioè sul fatto che l’esame verrà effettuato a fini di ricerca e non a scopo diagnostico. La risonanza magnetica funzionale durerà circa un’ora e sarà eseguita nel reparto di neuroradiologia del Mondino: durante l’esame la persona dovrà restare immobile per consentire ai medici di valutare quali aree del cervello vengono attivate nelle percezioni dell’innamoramento non corrisposto. Studi funzionali precedenti hanno già dimostrato che ogni evento scatena modificazioni in determinate parti dell’encefalo, che in altri casi invece non vengono sollecitate. L’obiettivo principale dello studio è quello di individuare i circuiti emozionali alla base dei meccanismi dell’amore non corrisposto. In definitiva, di capire meglio come il cervello si comporta nella sfida con i sentimenti. In letteratura ci sono già degli studi che analizzano tali circuiti nell’encefalo, che sono estremamente profondi e misurano le differenti reazioni della persona nelle fasi dell’amore corrisposto e di quello non corrisposto, cioè quali sono i circuiti che esattamente si attivano. A questo punto sorge la domanda: dopo l’esame verrà la cura? In altre parole, medici e ricercatori accarezzano l’idea di scoprire il farmaco o il trattamento che cancella dalla mente Cupido? Se è così, non scoprono le proprie carte. Le donne che l’équipe di “Intensive romantic love” cerca devono essere destrimani e devono avere un amore non corrisposto sbocciato da 3 a 18 mesi fa. La scelta delle destrimani è dovuta all’esigenza di avere un’omogeneità encefalica, dal momento che i mancini hanno il cervello con dominanza destra che non può essere messo in relazione con quello dei destrimani, che hanno invece la dominanza a sinistra.
[ http://www.laprovinciapavese.quotidianiespresso.it/giornalilocali/index.jsp?s=provinciapavese&l=articoli-dettaglio&id=1304391 ]
Ma io mi chiedo: non è possibile investire un tantino meglio il denaro pubblico? Non esistono settori di ricerca appena un minimo prioritari?!
In ogni caso, non è certo necessaria un'équipe di psichiatri per affermare ciò che quotidianamente sostengono milioni di donne, magari conversando in attesa del loro turno per lo shampoo: le frustrazioni dei maschi si risolvono spesso banalmente in mancate avventure. Ma andiamo!
Resta da sapere come facciano i ricercatori ad assicurarsi che, durante la risonanza, la cavia di turno stia pensando al disgraziato e non, che so, al parrucchiere che le ha sbagliato la tinta, al racconto horror che sta scrivendo, all'orto da innaffiare, a La coscienza di Zeno, allo scaldabagno che sgocciola...
Forse, in quanto ESPERTI, ritengono che, sullo sfondo di tutti questi pensieri, ci sia sempre lui: LO STRONZO.
Adorabile stronzo.
Certo, l'articolo si commenta da sé. Fa sorridere, sicuramente.
Che buontemponi. E dire che dovrebbero vigilare sulla nostra salute mentale.