Questa mattina sono uscita di casa alla solita ora, ho percorso la solita strada, carica del mio personale peso sul cuore, nelle orecchie le parole di una nota canzone...
Chi non ha sognato mai
il grande amore
chi non l'ha trovato mai
e sogna ancora
e chi crede che non vale
più la pena di cercare
e che è solo un'illusione
tutta questa grande attesa
per il grande amore.
E che non farebbe pazzie
sono solamente bugie
cosa c'è da vergognarsi
di soffrire e tormentarsi
e magari di rischiare
finanche di morire
per il grande amore.
Siamo seri, molto bene concentrati
su traguardi più importanti
su problemi veri,
niente storie, favole e chimere
restiamo con i piedi per terra
non si può afferrare
una stella!...
Ma chi non ha sognato mai
il grande amore
e non lo inseguirebbe
una vita intera,
e chi cerca l'avventura
che duri solo una sera
e poi niente sentimenti
troppo ingombranti,
cose d'altri tempi ...
Il senso ultimo della musica, come della letteratura, è quello di dare forma ai nostri sentimenti, alle nostre emozioni, alle nostre idee. Di esprimere l'ineffabile.
E rinnovarsi, e assumere una forma nuova per ogni destinatario, o anche tante forme diverse per la stessa persona, in ogni differente momento della vita. Differente, in senso etimologico.
Questa canzone è solo un facile, ma onesto esempio.
Ha avuto un significato oggi, per me, in questo frangente della mia storia personale.
Forse ne ha un altro, o forse proprio nessuno, per chi legge queste righe.
Di molte persone mi piacerebbe sapere in quale categoria, ONESTEMENTE, si identificano.
Illusi, disillusi o indecisi (...sono solamente bugie...)?

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