24 luglio 2006

Di ciò che resta


« Ciò che resta è così poco che lo puoi dimenticare, come un soldo nella tasca di una giacca da lavare, che non vale quasi niente, è una misera moneta, ciò che resta è solamente il fatto che non l’hai mai spesa. [...] Tutto ciò che non è stato non può neanche terminare, ciò che resta è un’altra vita che non posso raccontare. Non si tratta di un rimpianto, non capisco la parola, ciò che resta è solo fiato che non esce dalla gola, e sui fili dei discorsi interrotti e mai ripresi, lascio penzolare i viaggi mai finiti, mai intrapresi. Resta in fondo l’impressione di non essere restati mai quel tempo sufficiente, mai nei luoghi più indicati. [...] »

(La Disamistade, testi di Alfredo Colella)

« ...e so bene che c'è un resto per la vita che ho vissuto » .
Quante monete mai spese, quanti viaggi mai intrapresi, quante cose belle "mai state".
Un'altra vita che non posso raccontare.

12 luglio 2006

Silenzio


E vi sono coloro che hanno
la verità dentro di sé,
ma non la esprimono a parole.


(Kahlil Gibran, Il profeta)


10 luglio 2006

Il sogno del prigioniero
















Il 26 aprile 1945 un uomo di nome Bruno Castiglioni avanzava in direzione delle truppe tedesche asserragliate alle porte di Pavia, lungo il Ticino (per essere precisi in quella zona che oggi è diventata ottimo rifugio per lo spaccio). "Ambasciatore di pace", portava una bandiera bianca, e tentava di convincere alla resa un nemico già sconfitto.
Portava la bandiera tricolore. Simbolo della Resistenza. Simbolo importante. Gli alleati erano già entrati in città e quel tricolore sventolava nelle piazze, dove i cittadini cominciavano ad accorrere festanti.
Una scarica e fu ucciso.






















Difficile commentare ciò che si è visto, e sentito, questa notte nelle città italiane.
Mi auguro che tutte queste persone sappiano avere anche altri "sogni".

«...sono ricaduto
nel fondo dove il secolo è il minuto -
e i colpi si ripetono ed i passi,
e ancora ignoro se sarò al festino
farcitore o farcito. L'attesa è lunga,
il mio sogno di te non è finito.
»

08 luglio 2006

Sbandato

Ancora una volta la prima canzone della giornata merita davvero.
Soprattutto di fronte a bandiere sventolate con tanta leggerezza.

Io che sbando con l'armonica
perchè sei lontana
perchè vivi su una nuvola
metropolitana
e attraversi i viali
di città distratte
tra rumori sempre uguali
manifesti e frasi fatte...

Idee-bandiere, che non mi dicono niente
io sono sbandato e cerco te solamente.

Io che sbando con la musica
di periferia
io tagliato fuori dai cortei
che vanno via
con le verità
di una sola parte
con gli slogan della gente
che è convinta ed urla forte...

Idee-bandiere, che non mi dicono niente
io sono sbandato e cerco te solamente
Perchè io non credo agli eroi
perchè tu sei quella che sei!...

Alle veglie anti America
quasi più nessuno
tutti quanti alla carica
dei cento e uno
come cambia il mondo
come passa il tempo
e tu lì su quella nuvola
con i tuoi capelli al vento...

Idee-bandiere che non mi dicono niente
io amo soltanto e cerco te solamente
raduni, e gare a chi è più intelligente
io sono sbandato e cerco te solamente.

Io che sbando con l'armonica
perchè sei lontana
perchè vivi su una nuvola
perchè tu sei quella che sei...


Non che ascolti solo Bennato. (Ma inviterei i cultori della musica "di un certo livello" a non sottovalutarlo).
Da qualche giorno l'ho liberato dalla polvere da cui era indegnamente sommerso, per capire quale vecchia canzone fosse musicalmente molto simile a Notte di mezza estate.
Una volta scoperta, e riscoperta mia, ha dato il titolo al mio blog.

Temo di dovergli i diritti d'autore.
In ogni caso, per chi non conoscesse davvero Edoardo, questa raccolta è un ottimo inizio.


05 luglio 2006

Intensive Romantic Love


Da: La Provincia Pavese - 09 giugno 2006
L’amore è cieco? Lo svelano venti donne
«Una risonanza magnetica spiega il segreto della passione delusa»

PAVIA. «Siete innamorate? Il vostro amore non è corrisposto (per ora)? Avete tra i 18 e i 30 anni? Contattateci». A lanciare l’originale ciambella di salvataggio a venti inconsolabili innamorate rifiutate sono il Dipartimento di Psichiatria dell’Università e la Fondazione Mondino. Il titolo dello studio di risonanza magnetica funzionale è intrigante: «Intensive Romantic Love». Le donne interessate possono contattare il 340.9382956 o eduardo.caverzasi@mondino.it . Lo studio vuole scoprire che cosa succeda nel cervello di una donna quando si accende l’amore purissimo, talmente puro da non richiedere di essere contraccambiato. Perchè ami disperatamente colui che la respinge e perchè, quanto più egli la allontana, lei lo brami. La ricerca esclude per ora i maschi, le cui frustrazioni, spiega l’équipe, si risolvono spesso banalmente in mancate avventure e non, come nelle donne, in ossessioni e vere e proprie malattie. E’ quanto si propone di studiare il team impegnato nella ricerca: gli psichiatri dell’Università Francesco Barale e Pierluigi Politi e il direttore di Neuroradiologia del Mondino Stefano Bastianello. Partecipano anche i ricercatori di psichiatria Paolo Fusar Poli e Marco Lanzaretti, il laureando in medicina Eduardo Caverzasi (che su questo sta facendo la tesi di laurea), la neuroradiologa Anna Pichiecchio e il neuroendocrinologo Enzo Emanuele. Le donne che si saranno proposte e che saranno giudicate idonee, dopo uno screening iniziale per verificare la rispondenza ai requisiti di base, verranno invitate a un colloquio. Saranno selezionate in venti e verranno esaurientemente informate sulle modalità di esecuzione della risonanza magnetica funzionale del cervello e sulle finalità: cioè sul fatto che l’esame verrà effettuato a fini di ricerca e non a scopo diagnostico. La risonanza magnetica funzionale durerà circa un’ora e sarà eseguita nel reparto di neuroradiologia del Mondino: durante l’esame la persona dovrà restare immobile per consentire ai medici di valutare quali aree del cervello vengono attivate nelle percezioni dell’innamoramento non corrisposto. Studi funzionali precedenti hanno già dimostrato che ogni evento scatena modificazioni in determinate parti dell’encefalo, che in altri casi invece non vengono sollecitate. L’obiettivo principale dello studio è quello di individuare i circuiti emozionali alla base dei meccanismi dell’amore non corrisposto. In definitiva, di capire meglio come il cervello si comporta nella sfida con i sentimenti. In letteratura ci sono già degli studi che analizzano tali circuiti nell’encefalo, che sono estremamente profondi e misurano le differenti reazioni della persona nelle fasi dell’amore corrisposto e di quello non corrisposto, cioè quali sono i circuiti che esattamente si attivano. A questo punto sorge la domanda: dopo l’esame verrà la cura? In altre parole, medici e ricercatori accarezzano l’idea di scoprire il farmaco o il trattamento che cancella dalla mente Cupido? Se è così, non scoprono le proprie carte. Le donne che l’équipe di “Intensive romantic love” cerca devono essere destrimani e devono avere un amore non corrisposto sbocciato da 3 a 18 mesi fa. La scelta delle destrimani è dovuta all’esigenza di avere un’omogeneità encefalica, dal momento che i mancini hanno il cervello con dominanza destra che non può essere messo in relazione con quello dei destrimani, che hanno invece la dominanza a sinistra.

[ http://www.laprovinciapavese.quotidianiespresso.it/giornalilocali/index.jsp?s=provinciapavese&l=articoli-dettaglio&id=1304391 ]

Ma io mi chiedo: non è possibile investire un tantino meglio il denaro pubblico? Non esistono settori di ricerca appena un minimo prioritari?!
In ogni caso, non è certo necessaria un'équipe di psichiatri per affermare ciò che quotidianamente sostengono milioni di donne, magari conversando in attesa del loro turno per lo shampoo: le frustrazioni dei maschi si risolvono spesso banalmente in mancate avventure. Ma andiamo!
Resta da sapere come facciano i ricercatori ad assicurarsi che, durante la risonanza, la cavia di turno stia pensando al disgraziato e non, che so, al parrucchiere che le ha sbagliato la tinta, al racconto horror che sta scrivendo, all'orto da innaffiare, a La coscienza di Zeno, allo scaldabagno che sgocciola...
Forse, in quanto ESPERTI, ritengono che, sullo sfondo di tutti questi pensieri, ci sia sempre lui: LO STRONZO.
Adorabile stronzo.
Certo, l'articolo si commenta da sé. Fa sorridere, sicuramente.
Che buontemponi. E dire che dovrebbero vigilare sulla nostra salute mentale.

04 luglio 2006

Lo spiraglio dell'alba


Premetto che il mio rapporto con l'istituzione del matrimonio, e con il concetto in sè di amore-finché-morte-non-ci-separi, è di sostanziale disillusione. Salvo qualche timida e romantica concessione all'idealismo e alla speranza. Che nonostante tutto rimane, inossidabile retaggio in una personalità ancora in parte adolescenziale. Niente più che un granello di sabbia. Ma comunque un bell'ossimoro. Disillusione e illusione. Non ci credo, ma ci spero. Capacità di intendere, incapacità di volere.
Premesso questo, ho APPENA saputo che un mio vecchio (nel senso di ormai lontano, ahimé) amico... STA PER SPOSARSI!
E' la persona più intelligente ("colui che legge dentro") che abbia conosciuto.
E' la persona che più ho visto soffrire per amore.
E' la persona che più meriterebbe la felicità, se mai avesse un senso stilare una simile graduatoria.
E' tra le persone a cui ho voluto più bene.
Ha saputo vincere ciò che di sbagliato c'è in molti di noi. Nel nostro modo malato, o quantomeno malsano, di vivere l'amore.
Peccato che questa sua "cesura di maturazione" abbia portato con sé anche la cesura della bella chioma...
Non credo nel 99 % dei matrimoni. Ma credo ciecamente nel suo.

I casi della vita. La migliore risposta al mio post di ieri.
Ecco a voi un uomo che si è rialzato dal fango e ha saputo afferrare una stella.
Così voglio brindare a questa notizia con un buon Sangue di Giuda, in memoria dei vecchi tempi, e con una buona manciata di versi.
Caro Giorgio, che il tuo amore sia, ogni giorno, la luce e il mattino.

« In the morning you always come back »

Lo spiraglio
dell'alba
respira con la tua bocca
in fondo alle vie vuote.
Luce grigia i tuoi occhi,
dolci gocce dell'alba
sulle colline scure.
Il tuo passo e il tuo fiato
come il vento dell'alba
sommergono le case.
La città abbrividisce,
odorano le pietre –
sei la vita, il risveglio.

Stella sperduta
nella luce dell'alba,
cigolio della brezza,
tepore, respiro –
è finita la notte.

Sei la luce e il mattino.

03 luglio 2006

Afferrare una stella


Questa mattina sono uscita di casa alla solita ora, ho percorso la solita strada, carica del mio personale peso sul cuore, nelle orecchie le parole di una nota canzone...

Chi non ha sognato mai
il grande amore
chi non l'ha trovato mai
e sogna ancora
e chi crede che non vale
più la pena di cercare
e che è solo un'illusione
tutta questa grande attesa
per il grande amore.


E che non farebbe pazzie
sono solamente bugie
cosa c'è da vergognarsi
di soffrire e tormentarsi
e magari di rischiare
finanche di morire
per il grande amore.


Siamo seri, molto bene concentrati
su traguardi più importanti
su problemi veri,
niente storie, favole e chimere
restiamo con i piedi per terra
non si può afferrare
una stella!...


Ma chi non ha sognato mai
il grande amore
e non lo inseguirebbe
una vita intera,
e chi cerca l'avventura
che duri solo una sera
e poi niente sentimenti
troppo ingombranti,
cose d'altri tempi ...

Il senso ultimo della musica, come della letteratura, è quello di dare forma ai nostri sentimenti, alle nostre emozioni, alle nostre idee. Di esprimere l'ineffabile.
E rinnovarsi, e assumere una forma nuova per ogni destinatario, o anche tante forme diverse per la stessa persona, in ogni differente momento della vita. Differente, in senso etimologico.
Questa canzone è solo un facile, ma onesto esempio.
Ha avuto un significato oggi, per me, in questo frangente della mia storia personale.
Forse ne ha un altro, o forse proprio nessuno, per chi legge queste righe.
Di molte persone mi piacerebbe sapere in quale categoria, ONESTEMENTE, si identificano.
Illusi, disillusi o indecisi (...sono solamente bugie...)?