
Recentemente ho scoperto questa serie TV.
Un bel giorno non avevo voglia di spegnere lo specchio dei sogni dopo appena una misera puntata di Dr. House.
Ora sto recuperando con le serie 1 e 2.
Ieri però mi è capitato sotto gli occhi l'episodio 3x15. Quello dell'incidente del ferrybot. Ad inizio puntata Derek trova Meredith nella vasca da bagno, con la testa sott'acqua, e la ripesca. Segue questo dialogo:
M: Stavo facendo il bagno!
D: Quello non è fare il bagno.
M: Smettila!
D: Senti: tua madre...
M: Smettila!! [...] Basta!! non mi serve che tu intervenga!
D: Saresti annegata se non fossi intervenuto.
M: Sono un chirurgo, sono io che intervengo e tu non sei il mio cavaliere dalla scintillante non mi ricordo cosa!
D: Vuoi litigare perché ti ho tirato fuori dalla vasca?
M: Hai una casa tua. Perché non ci dormi? Così non mi dovrai tirare fuori dalla vasca! Sei dappertutto, continuamente, a dire cose!
D: Questo fa parte del lieto fine, e nel lieto fine lui è lì continuamente a dire delle cose, e lei ne è MOLTO felice.
M: Vai a lavorare, ti raggiungo.
D: E, per la cronaca, io SONO il tuo cavaliere dalla scintillante non mi ricordo cosa.
Poi Meredith commenta con Izzie:
- Perché non riesco a viveremi il mio lieto fine? Perché non riesco più a crederci?
Quindi inizialmente mi sono detta: la sceneggiatrice si fa le piste di coca. Pensate anche al finale della serie.
Come è possibile che una donna che si è innamorata, ha sofferto e, alla fine, dopo lunghe traversie, ha avuto l'uomo che ama, e che la adora, e che peraltro è affascinante, intelligente, affettuoso, intrigante, dolce, ma non melenso, brillante, premuroso, e bellissimo... (insomma, lui: Mcdreamy!!!) Come è possibile che questa donna sia insofferente alle attenzioni di quest'uomo???? Che arrivi a chiudere con lui, e per di più dopo una disarmante dichiarazione d'amore da tuffo al cuore???
Poi ho riflettuto meglio. La cosa bella di queste "frivole storielle da adolescenti decerebrate" (e con questo penso allo sprezzante compatimento di chi so io, se immaginasse che preferisco GA a certi libri illeggibili o pallosissimi film invedibili) è che stimolano la riflessione... o forse è che tutto stimola la mia riflessione, maledetta ipertrofia della vita interiore...
Ho riflettuto e, attingendo ad ampie mani nel sacrosanto luogo comune, ho pensato, nell'ordine:
- come disse un vecchio saggio: "finita la poesia, inizia la prosa", insomma l'innamoramento passa e la quotidianità della relazione diventa scontata, la presenza dell'altro, "dappertutto, continuamente, a dire cose" ci soffoca e ci priva dei nostri spazi...
- desideriamo ciò che non abbiamo, ciò che è difficile da ottenere, desideriamo chi ci sfugge... e una volta vinta la nostra sfida, finito il "brivido della caccia", non è più la stessa cosa
- le persone che un tempo ci sembravano eccezionali, un sogno, magri un sogno irraggiungibile, le persone che, magari stupidamente, adoravamo, che hanno riempito la nostra vita e i nostri cuori... nel giro di qualche anno, morto l'amore, non sono più nulla, anzi magari ci tornano anche un po' noiosette. E guardiamo l'orologio in attesa che tornino a casa loro. Quello stesso orologio che una volta sembrava ora una tartaruga, ora un TGV...
Mi sa tanto che ci hanno fregato con questa storia del lieto fine, che di regola non c'è, e quando c'è magari non è poi così lieto.
Accidenti a Jane Austen, ai fratelli Grimm, ai fratelli Lumiere, e alla Disney. Risarciteci.

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