31 dicembre 2007

Almanacchi, almanacchi nuovi


Ecco, i miei sentimenti verso l'anno nuovo sono perfettamente sintetizzati in questa operetta.

Venditore. Almanacchi, almanacchi nuovi; lunari nuovi. Bisognano, signore, almanacchi?
Passeggere. Almanacchi per l'anno nuovo?
Venditore. Sì signore.
Passeggere. Credete che sarà felice quest'anno nuovo?
Venditore. Oh illustrissimo si, certo.
Passeggere. Come quest'anno passato?
Venditore. Più più assai.
Passeggere. Come quello di là?
Venditore. Più più, illustrissimo.
Passeggere. Ma come qual altro? Non vi piacerebb'egli che l'anno nuovo fosse come qualcuno di questi anni ultimi?
Venditore. Signor no, non mi piacerebbe.
Passeggere. Quanti anni nuovi sono passati da che voi vendete almanacchi?
Venditore. Saranno vent'anni, illustrissimo.
Passeggere. A quale di cotesti vent'anni vorreste che somigliasse l'anno venturo?
Venditore. Io? non saprei.
Passeggere. Non vi ricordate di nessun anno in particolare, che vi paresse felice?
Venditore. No in verità, illustrissimo.
Passeggere. E pure la vita è una cosa bella. Non è vero?
Venditore. Cotesto si sa.
Passeggere. Non tornereste voi a vivere cotesti vent'anni, e anche tutto il tempo passato, cominciando da che nasceste?
Venditore. Eh, caro signore, piacesse a Dio che si potesse.
Passeggere. Ma se aveste a rifare la vita che avete fatta né più né meno, con tutti i piaceri e i dispiaceri che avete passati?
Venditore. Cotesto non vorrei.
Passeggere. Oh che altra vita vorreste rifare? la vita ch'ho fatta io, o quella del principe, o di chi altro? O non credete che io, e che il principe, e che chiunque altro, risponderebbe come voi per l'appunto; e che avendo a rifare la stessa vita che avesse fatta, nessuno vorrebbe tornare indietro?
Venditore. Lo credo cotesto.
Passeggere. Né anche voi tornereste indietro con questo patto, non potendo in altro modo?
Venditore. Signor no davvero, non tornerei.
Passeggere. Oh che vita vorreste voi dunque?
Venditore. Vorrei una vita così, come Dio me la mandasse, senz'altri patti.
Passeggere. Una vita a caso, e non saperne altro avanti, come non si sa dell'anno nuovo?
Venditore. Appunto.
Passeggere. Così vorrei ancor io se avessi a rivivere, e così tutti. Ma questo è segno che il caso, fino a tutto quest'anno, ha trattato tutti male. E si vede chiaro che ciascuno è d'opinione che sia stato più o di più peso il male che gli e toccato, che il bene; se a patto di riavere la vita di prima, con tutto il suo bene e il suo male, nessuno vorrebbe rinascere. Quella vita ch'è una cosa bella, non è la vita che si conosce, ma quella che non si conosce; non la vita passata, ma la futura. Coll'anno nuovo, il caso incomincerà a trattar bene voi e me e tutti gli altri, e si principierà la vita felice. Non è vero?
Venditore. Speriamo.
Passeggere. Dunque mostratemi l'almanacco più bello che avete.
Venditore. Ecco, illustrissimo. Cotesto vale trenta soldi.
Passeggere. Ecco trenta soldi.
Venditore. Grazie, illustrissimo: a rivederla. Almanacchi, almanacchi nuovi; lunari nuovi.

La mia testa mi dice questo, ma il mio cuore non ci sta, è un grande ottimista, lui.
"E' molto difficile mettere d'accordo cuore e cervello...nel mio caso non si danno nemmeno del tu..."

29 dicembre 2007

Lieto fine















Recentemente ho scoperto questa serie TV.
Un bel giorno non avevo voglia di spegnere lo specchio dei sogni dopo appena una misera puntata di Dr. House.
Ora sto recuperando con le serie 1 e 2.
Ieri però mi è capitato sotto gli occhi l'episodio 3x15. Quello dell'incidente del ferrybot. Ad inizio puntata Derek trova Meredith nella vasca da bagno, con la testa sott'acqua, e la ripesca. Segue questo dialogo:

M: Stavo facendo il bagno!
D: Quello non è fare il bagno.
M: Smettila!
D: Senti: tua madre...
M: Smettila!! [...] Basta!! non mi serve che tu intervenga!
D: Saresti annegata se non fossi intervenuto.
M: Sono un chirurgo, sono io che intervengo e tu non sei il mio cavaliere dalla scintillante non mi ricordo cosa!
D: Vuoi litigare perché ti ho tirato fuori dalla vasca?
M: Hai una casa tua. Perché non ci dormi? Così non mi dovrai tirare fuori dalla vasca! Sei dappertutto, continuamente, a dire cose!
D: Questo fa parte del lieto fine, e nel lieto fine lui è lì continuamente a dire delle cose, e lei ne è MOLTO felice.
M: Vai a lavorare, ti raggiungo.
D: E, per la cronaca, io SONO il tuo cavaliere dalla scintillante non mi ricordo cosa.

Poi Meredith commenta con Izzie:
- Perché non riesco a viveremi il mio lieto fine? Perché non riesco più a crederci?
Quindi inizialmente mi sono detta: la sceneggiatrice si fa le piste di coca. Pensate anche al finale della serie.
Come è possibile che una donna che si è innamorata, ha sofferto e, alla fine, dopo lunghe traversie, ha avuto l'uomo che ama, e che la adora, e che peraltro è affascinante, intelligente, affettuoso, intrigante, dolce, ma non melenso, brillante, premuroso, e bellissimo... (insomma, lui: Mcdreamy!!!) Come è possibile che questa donna sia insofferente alle attenzioni di quest'uomo???? Che arrivi a chiudere con lui, e per di più dopo una disarmante dichiarazione d'amore da tuffo al cuore???
Poi ho riflettuto meglio. La cosa bella di queste "frivole storielle da adolescenti decerebrate" (e con questo penso allo sprezzante compatimento di chi so io, se immaginasse che preferisco GA a certi libri illeggibili o pallosissimi film invedibili) è che stimolano la riflessione... o forse è che tutto stimola la mia riflessione, maledetta ipertrofia della vita interiore...
Ho riflettuto e, attingendo ad ampie mani nel sacrosanto luogo comune, ho pensato, nell'ordine:
- come disse un vecchio saggio: "finita la poesia, inizia la prosa", insomma l'innamoramento passa e la quotidianità della relazione diventa scontata, la presenza dell'altro, "dappertutto, continuamente, a dire cose" ci soffoca e ci priva dei nostri spazi...
- desideriamo ciò che non abbiamo, ciò che è difficile da ottenere, desideriamo chi ci sfugge... e una volta vinta la nostra sfida, finito il "brivido della caccia", non è più la stessa cosa
- le persone che un tempo ci sembravano eccezionali, un sogno, magri un sogno irraggiungibile, le persone che, magari stupidamente, adoravamo, che hanno riempito la nostra vita e i nostri cuori... nel giro di qualche anno, morto l'amore, non sono più nulla, anzi magari ci tornano anche un po' noiosette. E guardiamo l'orologio in attesa che tornino a casa loro. Quello stesso orologio che una volta sembrava ora una tartaruga, ora un TGV...
Mi sa tanto che ci hanno fregato con questa storia del lieto fine, che di regola non c'è, e quando c'è magari non è poi così lieto.
Accidenti a Jane Austen, ai fratelli Grimm, ai fratelli Lumiere, e alla Disney. Risarciteci.

28 dicembre 2007

Qualcosa è cambiato?


Rieccomi, dopo tredici mesi di assenza.
Tredici mesi in cui i pensieri non hanno trovato gran che sfogo in forma verbale.
Qualcosa è cambiato. Ora vivo sola. Grazie a dio. Libera e indipendente...
Qualcosa invece è rimasto uguale. E mi chiedo se mai cambierà.
Non posso non allegare una foto, così pesco tra i ricordi dell'estate.



















Così è la vita...

25 novembre 2006

Il giudizio di Paride














Qualche settimana fa mi è capitato di rileggerlo.
Ci sono storie che cambiano con l'età, come un paio di scarpe si adattano alla forma del tuo piede.
I miei ragazzi hanno unidici anni e considerano il buon Paride un povero stupido. Com'è possibile rinunciare alla potenza, al valore e alla gloria per una donnetta?
Quando avevo vent'anni facevo mio il mito della bellezza, l'amore come valore supremo.
Ora avverto vivido il prezzo della seduzione, delle scelte dettate dal cuore.

17 ottobre 2006

E mentre io guardo la tua pace

05 ottobre 2006

Col sangue del mio cuore


« Conserva le mie lettere... e massime questa ultima ch'io stesso quasi direi di averti scritta col sangue del mio cuore. Conservale: tu me le ridarai quando l'età, e il mio cuore logorato non sentiranno più le passioni ch'ora sento, e che allora avrò forse bisogno di dipingere »

Mi sono sempre chiesta come mai non riesca a dipingere nella scrittura le passioni che vivo e che, diciamolo, mi opprimono, affliggono e logorano. E' un blocco. Forse è veramente una necessità, e una facoltà, pronta ad affiorare quando le passioni siano ormai domate. Dall'età, dalla saggezza, dalla pace interiore.
Non a caso quel poeta incarnò la passione vivida e vibrante, sanguigna, irrazionale, indomita, furiosa, e non scrisse un solo verso d'amore.

26 settembre 2006

Romanticismo
























« ...il desiderio del piacere essendo materialmente infinito in estensione, la pena dell'uomo nel provare un piacere è di veder subito i limiti della sua estensione, i quali l'uomo non molto profondo gli scorge solamente da presso. Quindi è manifesto: 1. perché tutti i beni paiano bellissimi e sommi da lontano, e l'ignoto sia più bello del noto; effetto della immaginazione determinato dalla inclinazione della natura al piacere, effetto delle illusioni voluto dalla natura. 2. Perché l'anima preferisca in poesia e da per tutto, il bello aereo, le idee infinite. Stante la considerazione qui sopra detta, l'anima deve naturalmente preferire agli altri quel piacere ch'ella non può abbracciare. Di questo bello aereo, di queste idee abbondavano gli antichi, abbondano i loro poeti, massime il più antico cioè Omero, abbondano i fanciulli, veramente Omerici in questo, [...] gl'ignoranti ec. in somma la natura. La cognizione e il sapere ne fa strage, e a noi riesce difficilissimo il provarne. La malinconia, il sentimentale moderno, ec., perciò appunto sono così dolci, perché immergono l'anima in un abisso di pensieri indeterminati, de' quali non sa vedere il fondo né i contorni. [...] Del rimanente, alle volte l'anima desidererà ed effettivamente desidera una veduta ristretta e confinata in certi modi, come nelle situazioni romantiche. La cagione è la stessa, cioè il desiderio dell'infinito, perché allora in luogo della vista, lavora l'immaginazione e il fantastico sottentra al reale. L'anima s’immagina quello che non vede, che quell'albero, quella siepe, quella torre gli nasconde, e va errando in uno spazio immaginario, e si figura cose che non potrebbe, se la sua vista si estendesse da per tutto, perché il reale escluderebbe l'immaginario »

Se poi la veduta è ristretta dalla feritoia di un antico castello, la dimensione spaziale e temporale si incrociano, ed è facile immaginare come, in quella valle all’orizzonte,

… all'orror de' notturni
silenzi si spandea lungo ne' campi
di falangi un tumulto e un suon di tube
e un incalzar di cavalli accorrenti
scalpitanti su gli elmi a' moribondi,
e pianto, ed inni, e delle Parche il canto.

20 settembre 2006

Illusioni


« - Illusioni! - grida il filosofo. Or non è tutto illusione? Tutto! Beati gli antichi che si credevano degni de' baci delle immortali dive del cielo; che sacrificavano alla Bellezza e alle Grazie; che diffondevano lo splendore delle divinità su le imperfezioni dell'uomo, e che trovavano il Bello ed il Vero accarezzando gli idoli della loro fantasia! Illusioni! Ma intanto senza di esse io non sentirei la vita che nel dolore, o (che mi spaventa ancor più) nella rigida e dolorosa indolenza: e se questo cuore non vorrà più sentire, io me lo strapperò dal petto con le mie mani, e lo caccerò come un servo infedele».

E che dire delle conseguenze delle nostre illusioni? E delle delusioni?
Tutti conoscono l'epilogo del romanzo.

04 settembre 2006

Poesia


Molte volte mi sono chiesta perché, da sempre, preferisco la poesia alla prosa.
La scrittura ci descrive, comunque. La poesia è rivelazione, essenza, sintesi, è suono e musica, è parola e tutto il suo potere.
Esempio pratico: se mai è possibile descrivere la nostra ricerca di felicità, la nostra tensione verso l'irraggiungibile, l'amarezza della delusione, lo fanno queste parole.

Felicità raggiunta, si cammina
per te sul fil di lama.
Agli occhi sei barlume che vacilla,
al piede, teso ghiaccio che s'incrina;
e dunque non ti tocchi chi più t'ama.

Se giungi sulle anime invase
di tristezza e le schiari, il tuo mattino
e' dolce e turbatore come i nidi delle cimase.
Ma nulla paga il pianto del bambino
a cui fugge il pallone tra le case.

02 settembre 2006

Un dolce sconosciuto


In una giornata triste, esci di casa, di pessimo umore, imbocchi la rampa del cortile... ed eccolo: l'amore a prima vista, che ti riempie di dolcezza il cuore.



30 agosto 2006

Una barca che anela al mare


« I have studied many times
The marble which was chiseled for me—
A boat with a furled sail at rest in a harbor.
In truth it pictures not my destination
But my life.
For love was offered me and I shrank from its disillusionment;
Sorrow knocked at my door, but I was afraid;
Ambition called to me, but I dreaded the chances.
Yet all the while I hungered for meaning in my life.
And now I know that we must lift the sail
And catch the winds of destiny
Wherever they drive the boat.
To put meaning in one’s life may end in madness,
But life without meaning is the torture
Of restlessness and vague desire-
It is a boat longing for the sea and yet afraid.»


A volte si fanno cose folli. Che ci danno quell'intima soddisfazione di non essersi tirati indietro, di aver fatto il possibile per vivere.
Come scrive Alfredo, ciò che resta è un’altra vita che non posso raccontare.
Oggi, nonostante tutto, mi sento bene.


«...sapias, vina liques et spatio brevi
spem longam reseces. Dum loquimur, fugerit invida

aetas: carpe diem, quam minimum credula postero.»


24 agosto 2006

Passioni intermittenti


Non ho proprio voglia di scrivere in questo periodo, e si vede.
In compenso ho molta voglia di fotografare. Gatti, in particolare.
(E’ fondamentale che trovi presto un altro soggetto o mi rinchiuderanno).

Perché le mie passioni sono così, intermittenti.
La macchina fotografica abbandonata, in un cassetto, per mesi e mesi.
Un bel giorno la “mia” bestiaccia (il vagabondo gatto dal pelo fulvo che non vedevo dall’ultimo viaggio “al paese”, tre anni fa) mi sveglia con una leccatina, una strusciatina e tante fusa.
Capisco che è il momento di riprovare qualche scatto.
Rinascono due passioni represse, per i gatti e per la fotografia.
Ho sempre desiderato approfondire la tecnica fotografica. Ma è uno dei tanti sogni mai inseguiti con convinzione. Come la musica, la scrittura, il nuoto, la danza.
Un paio di queste arti mi sono totalmente sconosciute e le ammiro come un gioiello che non posso permettermi. Nelle rimanenti tre non sono che una dilettante svogliata.
Frequentavo un bellissimo ragazzo, con tratti così espressivi da renderlo un soggetto davvero appetitoso per l’obiettivo. Non ho mai osato uno scatto.
Non era il momento per la fotografia.
Ora me ne pento.

18 agosto 2006

Teo


Ecco il mio grande amore estivo :

Teeeeeooooo!!


















Purtroppo è un amore a distanza perché Teo vive in Trentino, praticamente all'estero.
Ma spero che presto Teo si trasferirà a Pavia.

04 agosto 2006

Mi sento gatta


















Feroce, quando serve.
Affettuosa, quando serve.
Diffidente verso gli altri.
Eremita.
Indolente.
Ghiottona.
Annoiata, ma facile da divertire.
Con tanto pelo morbido da accarezzare (ovviamente io lo concentro in testa...) .

24 luglio 2006

Di ciò che resta


« Ciò che resta è così poco che lo puoi dimenticare, come un soldo nella tasca di una giacca da lavare, che non vale quasi niente, è una misera moneta, ciò che resta è solamente il fatto che non l’hai mai spesa. [...] Tutto ciò che non è stato non può neanche terminare, ciò che resta è un’altra vita che non posso raccontare. Non si tratta di un rimpianto, non capisco la parola, ciò che resta è solo fiato che non esce dalla gola, e sui fili dei discorsi interrotti e mai ripresi, lascio penzolare i viaggi mai finiti, mai intrapresi. Resta in fondo l’impressione di non essere restati mai quel tempo sufficiente, mai nei luoghi più indicati. [...] »

(La Disamistade, testi di Alfredo Colella)

« ...e so bene che c'è un resto per la vita che ho vissuto » .
Quante monete mai spese, quanti viaggi mai intrapresi, quante cose belle "mai state".
Un'altra vita che non posso raccontare.

12 luglio 2006

Silenzio


E vi sono coloro che hanno
la verità dentro di sé,
ma non la esprimono a parole.


(Kahlil Gibran, Il profeta)


10 luglio 2006

Il sogno del prigioniero
















Il 26 aprile 1945 un uomo di nome Bruno Castiglioni avanzava in direzione delle truppe tedesche asserragliate alle porte di Pavia, lungo il Ticino (per essere precisi in quella zona che oggi è diventata ottimo rifugio per lo spaccio). "Ambasciatore di pace", portava una bandiera bianca, e tentava di convincere alla resa un nemico già sconfitto.
Portava la bandiera tricolore. Simbolo della Resistenza. Simbolo importante. Gli alleati erano già entrati in città e quel tricolore sventolava nelle piazze, dove i cittadini cominciavano ad accorrere festanti.
Una scarica e fu ucciso.






















Difficile commentare ciò che si è visto, e sentito, questa notte nelle città italiane.
Mi auguro che tutte queste persone sappiano avere anche altri "sogni".

«...sono ricaduto
nel fondo dove il secolo è il minuto -
e i colpi si ripetono ed i passi,
e ancora ignoro se sarò al festino
farcitore o farcito. L'attesa è lunga,
il mio sogno di te non è finito.
»

08 luglio 2006

Sbandato

Ancora una volta la prima canzone della giornata merita davvero.
Soprattutto di fronte a bandiere sventolate con tanta leggerezza.

Io che sbando con l'armonica
perchè sei lontana
perchè vivi su una nuvola
metropolitana
e attraversi i viali
di città distratte
tra rumori sempre uguali
manifesti e frasi fatte...

Idee-bandiere, che non mi dicono niente
io sono sbandato e cerco te solamente.

Io che sbando con la musica
di periferia
io tagliato fuori dai cortei
che vanno via
con le verità
di una sola parte
con gli slogan della gente
che è convinta ed urla forte...

Idee-bandiere, che non mi dicono niente
io sono sbandato e cerco te solamente
Perchè io non credo agli eroi
perchè tu sei quella che sei!...

Alle veglie anti America
quasi più nessuno
tutti quanti alla carica
dei cento e uno
come cambia il mondo
come passa il tempo
e tu lì su quella nuvola
con i tuoi capelli al vento...

Idee-bandiere che non mi dicono niente
io amo soltanto e cerco te solamente
raduni, e gare a chi è più intelligente
io sono sbandato e cerco te solamente.

Io che sbando con l'armonica
perchè sei lontana
perchè vivi su una nuvola
perchè tu sei quella che sei...


Non che ascolti solo Bennato. (Ma inviterei i cultori della musica "di un certo livello" a non sottovalutarlo).
Da qualche giorno l'ho liberato dalla polvere da cui era indegnamente sommerso, per capire quale vecchia canzone fosse musicalmente molto simile a Notte di mezza estate.
Una volta scoperta, e riscoperta mia, ha dato il titolo al mio blog.

Temo di dovergli i diritti d'autore.
In ogni caso, per chi non conoscesse davvero Edoardo, questa raccolta è un ottimo inizio.


05 luglio 2006

Intensive Romantic Love


Da: La Provincia Pavese - 09 giugno 2006
L’amore è cieco? Lo svelano venti donne
«Una risonanza magnetica spiega il segreto della passione delusa»

PAVIA. «Siete innamorate? Il vostro amore non è corrisposto (per ora)? Avete tra i 18 e i 30 anni? Contattateci». A lanciare l’originale ciambella di salvataggio a venti inconsolabili innamorate rifiutate sono il Dipartimento di Psichiatria dell’Università e la Fondazione Mondino. Il titolo dello studio di risonanza magnetica funzionale è intrigante: «Intensive Romantic Love». Le donne interessate possono contattare il 340.9382956 o eduardo.caverzasi@mondino.it . Lo studio vuole scoprire che cosa succeda nel cervello di una donna quando si accende l’amore purissimo, talmente puro da non richiedere di essere contraccambiato. Perchè ami disperatamente colui che la respinge e perchè, quanto più egli la allontana, lei lo brami. La ricerca esclude per ora i maschi, le cui frustrazioni, spiega l’équipe, si risolvono spesso banalmente in mancate avventure e non, come nelle donne, in ossessioni e vere e proprie malattie. E’ quanto si propone di studiare il team impegnato nella ricerca: gli psichiatri dell’Università Francesco Barale e Pierluigi Politi e il direttore di Neuroradiologia del Mondino Stefano Bastianello. Partecipano anche i ricercatori di psichiatria Paolo Fusar Poli e Marco Lanzaretti, il laureando in medicina Eduardo Caverzasi (che su questo sta facendo la tesi di laurea), la neuroradiologa Anna Pichiecchio e il neuroendocrinologo Enzo Emanuele. Le donne che si saranno proposte e che saranno giudicate idonee, dopo uno screening iniziale per verificare la rispondenza ai requisiti di base, verranno invitate a un colloquio. Saranno selezionate in venti e verranno esaurientemente informate sulle modalità di esecuzione della risonanza magnetica funzionale del cervello e sulle finalità: cioè sul fatto che l’esame verrà effettuato a fini di ricerca e non a scopo diagnostico. La risonanza magnetica funzionale durerà circa un’ora e sarà eseguita nel reparto di neuroradiologia del Mondino: durante l’esame la persona dovrà restare immobile per consentire ai medici di valutare quali aree del cervello vengono attivate nelle percezioni dell’innamoramento non corrisposto. Studi funzionali precedenti hanno già dimostrato che ogni evento scatena modificazioni in determinate parti dell’encefalo, che in altri casi invece non vengono sollecitate. L’obiettivo principale dello studio è quello di individuare i circuiti emozionali alla base dei meccanismi dell’amore non corrisposto. In definitiva, di capire meglio come il cervello si comporta nella sfida con i sentimenti. In letteratura ci sono già degli studi che analizzano tali circuiti nell’encefalo, che sono estremamente profondi e misurano le differenti reazioni della persona nelle fasi dell’amore corrisposto e di quello non corrisposto, cioè quali sono i circuiti che esattamente si attivano. A questo punto sorge la domanda: dopo l’esame verrà la cura? In altre parole, medici e ricercatori accarezzano l’idea di scoprire il farmaco o il trattamento che cancella dalla mente Cupido? Se è così, non scoprono le proprie carte. Le donne che l’équipe di “Intensive romantic love” cerca devono essere destrimani e devono avere un amore non corrisposto sbocciato da 3 a 18 mesi fa. La scelta delle destrimani è dovuta all’esigenza di avere un’omogeneità encefalica, dal momento che i mancini hanno il cervello con dominanza destra che non può essere messo in relazione con quello dei destrimani, che hanno invece la dominanza a sinistra.

[ http://www.laprovinciapavese.quotidianiespresso.it/giornalilocali/index.jsp?s=provinciapavese&l=articoli-dettaglio&id=1304391 ]

Ma io mi chiedo: non è possibile investire un tantino meglio il denaro pubblico? Non esistono settori di ricerca appena un minimo prioritari?!
In ogni caso, non è certo necessaria un'équipe di psichiatri per affermare ciò che quotidianamente sostengono milioni di donne, magari conversando in attesa del loro turno per lo shampoo: le frustrazioni dei maschi si risolvono spesso banalmente in mancate avventure. Ma andiamo!
Resta da sapere come facciano i ricercatori ad assicurarsi che, durante la risonanza, la cavia di turno stia pensando al disgraziato e non, che so, al parrucchiere che le ha sbagliato la tinta, al racconto horror che sta scrivendo, all'orto da innaffiare, a La coscienza di Zeno, allo scaldabagno che sgocciola...
Forse, in quanto ESPERTI, ritengono che, sullo sfondo di tutti questi pensieri, ci sia sempre lui: LO STRONZO.
Adorabile stronzo.
Certo, l'articolo si commenta da sé. Fa sorridere, sicuramente.
Che buontemponi. E dire che dovrebbero vigilare sulla nostra salute mentale.

04 luglio 2006

Lo spiraglio dell'alba


Premetto che il mio rapporto con l'istituzione del matrimonio, e con il concetto in sè di amore-finché-morte-non-ci-separi, è di sostanziale disillusione. Salvo qualche timida e romantica concessione all'idealismo e alla speranza. Che nonostante tutto rimane, inossidabile retaggio in una personalità ancora in parte adolescenziale. Niente più che un granello di sabbia. Ma comunque un bell'ossimoro. Disillusione e illusione. Non ci credo, ma ci spero. Capacità di intendere, incapacità di volere.
Premesso questo, ho APPENA saputo che un mio vecchio (nel senso di ormai lontano, ahimé) amico... STA PER SPOSARSI!
E' la persona più intelligente ("colui che legge dentro") che abbia conosciuto.
E' la persona che più ho visto soffrire per amore.
E' la persona che più meriterebbe la felicità, se mai avesse un senso stilare una simile graduatoria.
E' tra le persone a cui ho voluto più bene.
Ha saputo vincere ciò che di sbagliato c'è in molti di noi. Nel nostro modo malato, o quantomeno malsano, di vivere l'amore.
Peccato che questa sua "cesura di maturazione" abbia portato con sé anche la cesura della bella chioma...
Non credo nel 99 % dei matrimoni. Ma credo ciecamente nel suo.

I casi della vita. La migliore risposta al mio post di ieri.
Ecco a voi un uomo che si è rialzato dal fango e ha saputo afferrare una stella.
Così voglio brindare a questa notizia con un buon Sangue di Giuda, in memoria dei vecchi tempi, e con una buona manciata di versi.
Caro Giorgio, che il tuo amore sia, ogni giorno, la luce e il mattino.

« In the morning you always come back »

Lo spiraglio
dell'alba
respira con la tua bocca
in fondo alle vie vuote.
Luce grigia i tuoi occhi,
dolci gocce dell'alba
sulle colline scure.
Il tuo passo e il tuo fiato
come il vento dell'alba
sommergono le case.
La città abbrividisce,
odorano le pietre –
sei la vita, il risveglio.

Stella sperduta
nella luce dell'alba,
cigolio della brezza,
tepore, respiro –
è finita la notte.

Sei la luce e il mattino.