10 luglio 2006

Il sogno del prigioniero
















Il 26 aprile 1945 un uomo di nome Bruno Castiglioni avanzava in direzione delle truppe tedesche asserragliate alle porte di Pavia, lungo il Ticino (per essere precisi in quella zona che oggi è diventata ottimo rifugio per lo spaccio). "Ambasciatore di pace", portava una bandiera bianca, e tentava di convincere alla resa un nemico già sconfitto.
Portava la bandiera tricolore. Simbolo della Resistenza. Simbolo importante. Gli alleati erano già entrati in città e quel tricolore sventolava nelle piazze, dove i cittadini cominciavano ad accorrere festanti.
Una scarica e fu ucciso.






















Difficile commentare ciò che si è visto, e sentito, questa notte nelle città italiane.
Mi auguro che tutte queste persone sappiano avere anche altri "sogni".

«...sono ricaduto
nel fondo dove il secolo è il minuto -
e i colpi si ripetono ed i passi,
e ancora ignoro se sarò al festino
farcitore o farcito. L'attesa è lunga,
il mio sogno di te non è finito.
»

3 commenti:

Anonimo ha detto...

E' sempre giusto ricordare queste cose e mi complimento anche per la poesia di Montale, particolarmente azzeccata.
Più scrivi più mi viene in mente che tu sia una mia quasi compaesana: sei di Pavia?

pietrasopra ha detto...

Penso che tu lo sappia...

Anonimo ha detto...

No, non mi sembra, almeno. Perché? Ci conosciamo? Se sì è un caso.