
Il 26 aprile 1945 un uomo di nome Bruno Castiglioni avanzava in direzione delle truppe tedesche asserragliate alle porte di Pavia, lungo il Ticino (per essere precisi in quella zona che oggi è diventata ottimo rifugio per lo spaccio). "Ambasciatore di pace", portava una bandiera bianca, e tentava di convincere alla resa un nemico già sconfitto.
Portava la bandiera tricolore. Simbolo della Resistenza. Simbolo importante. Gli alleati erano già entrati in città e quel tricolore sventolava nelle piazze, dove i cittadini cominciavano ad accorrere festanti.
Una scarica e fu ucciso.
Difficile commentare ciò che si è visto, e sentito, questa notte nelle città italiane.
Mi auguro che tutte queste persone sappiano avere anche altri "sogni".
«...sono ricaduto
nel fondo dove il secolo è il minuto -
e i colpi si ripetono ed i passi,
e ancora ignoro se sarò al festino
farcitore o farcito. L'attesa è lunga,
il mio sogno di te non è finito. »


3 commenti:
E' sempre giusto ricordare queste cose e mi complimento anche per la poesia di Montale, particolarmente azzeccata.
Più scrivi più mi viene in mente che tu sia una mia quasi compaesana: sei di Pavia?
Penso che tu lo sappia...
No, non mi sembra, almeno. Perché? Ci conosciamo? Se sì è un caso.
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